Studio Associato degli Architetti G. Cavallucci & L. Girau

Concorsi

Obiettivi generali e criteri d' intervento: ... l' incanto della natura, mediata dalla ragione e dalla consapevolezza della realtà, è il tenue filo conduttore utilizzato per illustrare il progetto del giardino Chemin des femmes (Comune di Sant Cugat del Vallés - Barcellona) e del mio emblematico paesaggio d’ arte.

Il disegno è tra i più esaltanti: progettare per la prima volta un giardino consacrato alle donne con l’ obiettivo di offrire uno spazio fisico, un parco con contenuti storico - artistici, didattici e ludici in piena natura, rappresentativo della vegetazione mediterranea. Si vuole così valorizzare la pluralità degli itinerari delle donne nella cultura mediterranea e la diversità della loro esperienza, per coinvolgere il visitatore all' interno di un "percorso-avventura". 

La configurazione di tale itinerario è pensato a partire da una serie di sculture, i cui temi hanno tracciato i luoghi concreti all’ interno del parco:  23 spazi ed immagini di paesaggio si traducono in parole e disegni, con i seguenti input concorsuali: lo spazio d’ introduzione e l’ ingresso; le donne nel mondo medievale ed in quello moderno; il mondo del lavoro; la famiglia; la maternità e la riproduzione umana; l’ educazione; il mondo della cultura; le donne nello sport; il femminismo ed il movimento delle suffraggette; il femminismo in Catalogna; la donna e la contestazione sociale, la democrazia e la legalità; le donne durante la guerra civile; le donne sotto il franchismo; il risorgere del femminismo; le donne nella società attuale; la donna e la costruzione della società futura. L' insieme artistico delle sculture ha tracciato quindi gli spazi tematici concreti all' interno del parco.

Il programma comprende anche la realizzazione di un Osservatorio “Des femmes de la Mediterranée”, quale Centro di gestione e studi ed altresì di materiali documentali della "donna" espressione dei Paesi e delle Culture che si affacciano sul Mediterraneo... (continua Next Gallery)

 

  • 01 Barcellona Planimetria
  • 02 Barcellona - Planimetria Tecnica
  • 03 Barcellona Sezioni
  • 04 Casa Comunale di Villasor - Veduta prospettica
  • 05 Villasor CA Casa Comunale - Piante
  • 06 Villasor CA Casa Comunale Schema distributivo delle aree funzionali
  • 07 Villasor casa comunale
  • 08 Aids Memorial Park
  • 08a Contesto Urbano dell AIDS Memorial Park a New York City
  • 09 Aids Memorial Park - Pianta Centro Culturale interrato
  • 10 Aids Memorial Park - Parco Pianta tecnica
  • 11 Aids Memorial Park - Planimetria Sezione verticale
  • 12 Aids Memorial Park - Dettagli cancellorecinzione
  • 14 Giardino della vita e delle tradizioni popolari

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(continua: Chemin des femmes (Comune di Sant Cugat del Vallés - Barcellona)...

...L’ obiettivo di rendere unitaria la proposta di progetto tramite luoghi differenti, è essenziale alla presente composizione. Fin dalle prime fasi infatti, si è ricercato il legame possibile tra ideazione, moderna geometria e antica simbologia quanto alle specie vegetali. Si è trattato quindi, di scegliere gli elementi suscettibili di nuove interpretazioni, caratterizzanti alcuni ma riconoscibili, valori simbolici. In questo modo i contenuti, poco alla volta si sono rivelati, tracciando il filo conduttore della proposta progettuale, in un' approccio strettamente radicato nell' immaginario della cultura mediterranea. Una sorta di "veduta panoramica" da cui emergono i dettagli...Chiaro come un paesaggio conosciuto.

Mi sono immaginata in questo campo a prato triangolare leggermente gradonato con basse alzate, segnate da un’unica fila di mattoni in laterizio e dove nel suo insieme, la pendenza non supera i tre metri di dislivello. Il campo può far parte di un paesaggio di pianura della Sardegna od essere in un' altro posto del Mediterraneo, non importa dove.

La geometria triangolare è speculare al previsto Osservatorio delle Donne e si proietta come un’ ombra sul terreno: da sud a nord, fino a chiudersi col disegno ad angolo acuto in corrispondenza del lato più corto del lotto, in prossimità del Centro Culturale. Ai lati di questo campo triangolare e prativo, che ricorda i boschi ed i luoghi dedicati agli Dei nella Cultura Greca...

 ...una fila di grandi olivi esprime l’ idea in qualche modo “solenne“ del legame tra l’ Osservatorio delle donne ed il costruendo giardino.  L' idea mostra uno scenario naturale, tipico di un ambiente asciutto e tendenzialmente arido. Così come tanti paesaggi costruiti dall’ uomo e resi sacri dalle sue opere e convinzioni ; sospeso tra l’ arcaico e il moderno.

Lo spazio n. 23 ed il primo si trovano l’ uno di fronte all’ altro. L’ inizio e la fine. Si può cominciare dalla fine e terminare con l’ inizio, giocando con la storia, senza dargli troppa importanza...Mi viene in mente poi, il pozzo sacro di S. Cristina in Sardegna dalla rampa triangolare formalmente perfetta ma espressione di una cultura povera, dove l' acqua è scarsa ed accuratamente raccolta e conservata... La donna che sorregge il globo è al vertice di tale segno paesaggistico, quasi iniziatico, ed è speculare alla scultura 23 che rappresenta la donna nel futuro. Tra passato e presente dunque si sviluppano i percorsi.

Un ingresso posto sulla passeggiata Gaudì, è segnalato dall' importanza dell' architettura degli alberi scelti per realizzare un viale trasversale di lecci e di corbezzoli. Il doppio filare di alberi viene modellato ad ars topiaria per trasformarlo in una ombrosa volta, molto gradevole nella calura estiva. Il viale citato ha inoltre, la funzione di filtro e schermo per i Servizi, posizionati sul retro ed all' esterno ma comunque, tra loro collegati, tramite aree di stazionamento e parcheggi. Gli spazi destinati ai veicoli in particolare, indicano il disegno circolare della viabilità e sono ombreggiati da querce, così da formare un boschetto intorno ai posti - auto, così come similmente nelle aree libere in prossimità del Conservatorio di Musica. Il boschetto inoltre, costituisce il “fondale” prospettico della scenografia del giardino... osservato dall' alto in prossimità dell' accesso principale.  

L' altro ingresso sempre sulla via Gaudì, consente l' accesso alla rampa prativa corrispondente al primo livello dell' Osservatorio, da cui si apprezza l' insieme panoramico del Parco con i riferimenti paesaggistici del territorio circostante: Montserrat, Sant Llorenc, Montseny... Lo spazio d' entrata è di forma circolare  ed è segnalato da una siepe di alloro su cui si arrampica il cinereo teucrium frutticans azzurreum".

In ogni modo, per quanto la planimetria mostri accessi e percorsi ben riconoscibili, determinati dalla larghezza e dalla tessitura pavimentale, prevalentemente in pietra, questi non danno un itinerario obbligato. In questo senso i percorsi sinuosi, i dislivelli, le piccole colline e gli avvallamenti che completano l' impianto del giardino lungo la via Gaudì e la via Torrebianca, si intrecciano e confondono con la leggera pendenza del terreno a campo prativo nella parte mediana del giardino...

Ossia... dal particolare dello spazio artistico e scultoreo al generale della composizione formale. Così tanto più è perfetto il campo prativo al centro del giardino, con gli olivi che lo delimitano ed è "solenne"; tanto più è informale e sono simili ad un paesaggio rurale dalle molteplici percezioni contemplative gli altri luoghi del progetto ed a cui si riconduce  la prevalente sinuosità delle passeggiate nel Parco attraverso i suoi 4 ettari tra percorsi e sculture in piena natura mediterranea...

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Il progetto per l' AIDS Memorial Park di New York City è come una metafora: nel parco si viene traghettati, tra sentieri, percorsi d’ acqua ed alberi fino alla cupa cavità della terra. Si cammina su lastre di granito o laterizio scolpite in bassorilievi, con le storie dolorose dell’ epidemia. In un angolo, è situata una balconata circolare, da cui si osserva un prato a gradoni che conduce al Centro Espositivo nel sottopiano.

Il cuore del parco infatti, è costituito da una sinuosa e larga rampa di scale rivestita di prato calpestabile, i cui gradini sono marcati da frenelli in laterizio. Ai lati di questa, grandi finestre in cristallo, inondano di aria e luce naturale il sottopiano, dove si svolgono le attività culturali ed espositive. Tali aperture sono parte integrante della nuova parete, utile al raccordo strutturale con i pilastri esistenti. Il piano di terra prativo, declina dolcemente verso la piazza dove è situato inoltre, lo specchio d’ acqua. Qui alla quota più bassa, si trova l’ accesso al Centro culturale polivalente. Intorno: i percorsi pedonali e l’ ampio colonnato circolare, invita ad entrare e scoprire…  

Il colonnato intorno all’ acqua, somiglia al fondale di un palcoscenico e sui gradoni di prato, dotati di griglie per la raccolta d’ acqua, molta gente può assistere a performance artistiche o teatrali.

Il colonnato inoltre, contiene la struttura della sinuosa copertura di rampa (in tubolare di alluminio), movibile. Così da ottimizzare le funzioni in tutte le stagioni. Una volta dentro il sottopiano, i pannelli in gesso definiscono le funzioni. Nella planimetria, si riconoscono gli spazi dedicati alla reception, agli archivi, alle mostre, all’ auditorium, ai servizi igienici, agli ascensori, o quelli di servizio per le attrezzature meccaniche, le centraline per il riscaldamento e la refrigerazione, i server per i sistemi informatici ecc…I tunnel sotterranei di collegamento alle fermate metropolitane, sono “aperti”, così che tali spazi si possono trasformare, adattandosi alle varie attività del nuovo Centro. Al di sopra, il parco continua a raccontare la sua storia con elementi che trasmettono vita e movimento: le piante ed il percorso dell’ acqua soprattutto, che viene incanalata in strette cunette (rivestite di maiolica celeste così da accentuare il riverbero dell’ acqua), che accompagnano i visitatori, fino alla rampa prativa, per confluire infine, nel laghetto in prossimità del sottopiano.

Le uscite/entrate del parco, sono raccordate nel progetto dalla tessitura pavimentale dei percorsi pedonali, caratterizzati da pietre a spacco, alternate ad erbe tappezzanti.

I materiali da costruzione richiamano il costruito del quartiere: il bianco ed il laterizio, che sono armoniosamente distribuiti, delimitando il verde dei prati o dei terrapieni tra gli alberi. In corrispondenza dei passaggi sotterranei c’ è l’ indicazione ai tunnel. Gli ingressi sono simbolici: come portali sorretti da tre colonne. Al di sopra è posizionato un piccolo albero: a ricordare la storia artificiale e molto umana, di questo parco che dal sottopiano per il tramite del S. Vincent Hospital, ha saputo ritrovare la strada della sua memoria per la vita di oggi.

 

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